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acqua filette

Nel mercato internazionale delle acque di lusso si fa spazio un brand italiano la cui preziosa sorgente, presente dal 440 a.c., è situata a 900 metri sul livello del mare, tra le montagne dell’Appennino laziale: Filette.
Nota per la sua bellezza estetica che si fonde con la prelibatezza di un’acqua oligominerale, presenta caratteristiche organolettiche che la differenziano dalle altre acque grazie al sapore più delicato e fine. Disponibile in tre diversi gusti: Naturalmente Naturale, Delicatamente Frizzante e Decisamente Frizzante, ciò che distingue Filette da altri brand presenti sul mercato italiano è anche il suo packaging, una bottiglia bordolese da vino che conferisce a prima vista l’importanza e il posizionamento di quest’acqua, ma non solo: l’etichetta in carta satinata con la F in lamina d’argento è il tocco finale che impreziosisce e identifica il marchio.
Analizzando il mercato delle acque e scoprendo le più misteriose varietà di packaging e caratteristiche organolettiche, è necessario capire quale di questi due fattori sia il più dominante nel processo che determina l’appartenenza al mondo del lusso. Innanzitutto, perché un’acqua possa essere considerata come prodotto di lusso, deve avere delle caratteristiche organolettiche di eccellente livello. Con solo 0,6 mg/l di nitrati Acqua Filette è una delle più pure acque oligominerali d’Europa.
L’idea alla base del progetto del nuovo packaging è stata quella di esaltare le esclusive caratteristiche organolettiche. Packaging che in questo mercato si carica del potere e della responsabilità di comunicare efficacemente il posizionamento del prodotto, mirando a uno specifico target di consumatori che ricercano determinate qualità nella bevanda ma anche una conferma di estetica di elite. Nei punti vendita il packaging è l’unica arma che l’acqua di lusso ha per differenziarsi dalle altre, ma FonteItalia ha attuato anche una strategia di distribuzione nuova che la posiziona accanto a prodotti per un’elite ben ricercata: il mercato premium è stato affrontato con un progetto di marketing e comunicazione che si chiama Acqua come Vino, con l’obiettivo di dare a questa bottiglia la dignità e il know how che è propria dei vini di altissimo livello, con eventi di degustazione, vendita attraverso agenti specializzati del settore enologico e non più attraverso distributori di acqua e bevande.
L’idea ispiratrice è quella di creare e diffondere una cultura di bere acqua paritetica a quella della degustazione dei vini. Filette, quindi, intraprende una strada diversa dalle altre acque di lusso, emergendo silenziosamente nel mercato reclama il suo posto fra i vini segnando così un approccio inconsueto, quasi di ostentazione che però evidenzia il prestigio e il valore di una differenziazione merceologica necessaria e voluta.
Dal mese di dicembre è on-air, sui più importanti magazine nazionali (Gambero Rosso, Elle Decor, Spirito Divino, solo per citarne alcuni) la nuova campagna stampa di Acqua Filette supportata, per la prima volta, da un testimonial: il grande velista statunitense Paul Cayard, noto in Italia soprattutto per aver timorato il Moro di Venezia nell’America’s Cup. Paul Cayard è stato scelto testimonial di Acqua Filette perché ritenuto in grado di interpretare al meglio i concetti di esclusività, eleganza, essenzialità che caratterizzano il prodotto.

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