
Cosa si può mangiare e cosa è meglio evitare.
Nella maggior parte dei Paesi industrializzati si parla di una percentuale, pari al 20 per cento, di persone che hanno (o hanno avuto) alcune manifestazioni allergiche. E tra queste sicuramente le più diffuse sono le crisi respiratorie, legate ai pollini e alla polvere, ma bisogna aggiungere che si parla sempre più anche di allergie alimentari. Sono tantissimi i farmaci che ci possono aiutare a combatterle, ma ormai si fa sempre più strada la consapevolezza che anche l’alimentazione, se corretta, può fare molto al fine di prevenire o per lo meno ridurre gli effetti di alcune allergie.
Esiste, infatti, una chiara relazione fra il sistema endocrino, quello immunitario e quello nervoso, e il cibo stesso. Purtroppo gli alimenti di cui ci nutriamo sono sempre più su scala industriale, e questo fa sì che non solo siano totalmente impoveriti di molte caratteristiche nutrizionali (venendo così a essere privati di vitamine e sali minerali), ma finiscano per diventare anche veicolo di sostanze chimiche dannose a causa di concimi e mangimi per animali non naturali.
Chi conosce gli alimenti, poi, sa che ne esistono alcuni che contengono due sostanze particolari, come la tiramina e la feniletilamina, che fanno liberare naturalmente istamina nel nostro organismo. E se questo non crea problemi nelle persone sane, ecco che invece in quelle allergiche può causare un peggioramento dei sintomi, portando anche a episodi acuti. In questo caso allora, sarà bene evitare alimenti come i formaggi fermentati e stagionati, il vino, il cioccolato, il pesce conservato in scatola, i salumi, la birra, le interiora, il fegato, le noci, le nocciole e le arance.
A tal proposito, si informa dell’esistenza di tabelle precise stilate da nutrizionisti ed esperti del settore, in grado di informare su i cibi da evitare per ogni specifica allergia (es. allergia al polline, alle polveri, agli acari, ecc…).

