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tisane

Nel nostro Paese non esiste ancora una normativa ufficiale che regolamenti l’uso delle piante medicinali. In molte nazioni europee, invece, questo si è fatto già da molti anni seppur con strumenti diversi. In Francia, per esempio, l’istituto Avis, risalente alla fine del 1980, consente di avere raccolte in un unico documento tutte le norme per preparare tisane e forme assimilabili, estratti fluidi e tinture.
Per la preparazione delle tisane, lo stesso ente fornisce tali indicazioni generali:
-non superare 10 piante nella miscela che prevede;
-3/5 piante per l’attività di base;
-1/3 piante per migliorare il sapore con un massimo del 15% in peso;
- 1/2 piante per migliorare l’aspetto della tisana con un massimo del 10% in peso.
Le piante idonee a svolgere l’attività di base in pratica corrispondono al “remedium cardinale”, per il quale la tisana stessa è consigliata. Il composto comunque può prevedere anche piante considerate idonee a svolgere una attività di supporto. A questo piccolo gruppo, infine, si possono aggiungere piante per migliorare il sapore della tisana (tra le più famose con questa funzione si ricordano l’anice verde, la cannella, il coriandolo, la melissa, la menta, ecc..), o renderne più gradevole l’aspetto (attraverso il fiordaliso, la malva, il papavero, la viola odorosa, ecc…)
Altre utili indicazioni generali, inoltre, sono quelle riguardanti la dose giusta e i tempi di assunzione. Le tisane, infatti, si dovrebbero preparare solo al momento del bisogno e consumate in breve tempo. La dose di una tazza di tisana varia da 250 ml a 1 litro al giorno suddivisa in 2-5 volte.
Non esistendo simili documenti e tabelle informative ufficiali in Italia, quelle stilate dall’Avis sull’argomento, insomma, sono tuttora una fonte preziosa per i nostri farmacisti e per chiunque ha la necessità di preparare queste bevande benefiche in autonomia.

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